Giornata pesante

Giornata pesante oggi. Sapremo se il curatore del fallimento ha inviato alle famiglie di Parabiago la notifica dell’esecuzione di sgombero dell’appartamento. PAGATO! PAGATO! Lo dico sapendo di attirarmi l’odio e il rimprovero di molti, ma vorrei avere con me qualche ONG! Ma sono solo, e su questa vicenda tranne Sergio Rizza di “Metro”, che di nuovo ringrazio, “il Giorno” e la “Prealpina” e qualche testata locale, pur interpellate e a conoscenza della vicenda non ho ricevuto alcuna, dico ALCUNA attenzione. Vedremo il da farsi con il legale. Ma qualcuno dei dotti e sapientoni che girano da giorni gridando al nazismo li vorrei qui con me a sostenere cinque famiglie italiane, tra cui due donne sole con due bambine di 4 e 10 anni.

La madre delle porcherie è sempre incinta!

L’ennesimo caso di fallimento a Parabiago. Con tanto di curatore che non vuole applicare la legge, e rifiuta di riconoscere il diritto di prelazione. Sembra di essere tornati nella Milano del 600 dove imperversavano bravi, bruti e azzeccagarbugli!
Qui l’articolo di Christian Sormani, che ringraziamo, sul “Giorno” edizione di Legnano

Aggiornamento: articolo
apparso sulla “Prealpina” a firma Luigi Crespi

Articolo di “Metro” di Sergio Rizza del 15 giugno 2018:
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Andamento fondo di solidarietà al 31 agosto 2017

Introiti complessivi al 31 agosto 2017: € 82.974.983 (sono i soldi affluiti finora al Fondo dalla data della sua costituzione, 2006).

Introiti dei mesi di maggio-giugno-luglio-agosto 2017: € 2.067.108

Scostamento (incremento) sullo stesso quadrimestre del 2016: + 23,36%

Non viene fornito il dato relativo a quanto effettivamente è in cassa in questo momento. Sono ancora in corso i pagamenti della seconda rata di indennizzo. Previsioni su una terza rata al momento non se ne possono fare. Molto dipenderà dall’entrata in vigore della nuova norma presente nell’art. 12, cosa che avverrà con l’emanazione dei decreti attuativi. (vedi post precedenti)

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L’art. 12 e i suoi effetti [materiali per la stampa e non solo]

Nella conferenza stampa di ieri abbiamo presentato, con la partecipazione degli onorevoli Eleonora Cimbro, presentatrice fin dall’inizio della legislatura degli emendamenti indirizzati alla piena attuazione del D.lgs 122, e Alfredo Bazoli, relatore della legge alla Camera e convinto sostenitore dell’articolo, la ragione e i motivi di questa norma.

Il prossimo passo ora è del Governo che, nella dichiarazione qui allegata dell’on. Bazoli, pare seriamente intenzionato a emanare tempestivamente, vale a dire, prima della fine naturale della legislatura i decreti delegati.

 

Qui potete scaricare il materiali informativo che è stato distribuito ai giornalisti tutti, anche quelli che non hanno partecipato alla conferenza stampa. Anzi, a onor del vero, l’unico giornalista presente ero io. Mi sono sdoppiato.

Approvato oggi in via definitiva l’art. 12 della Legge delega 2681 (Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza)

Il testo dell’articolo introduce il controllo di legalità da parte dei notai a partire dal compromesso al fine di assicurare il rilascio della fideiussione e dell’assicurazione decennale postuma nella compravendita di immobili in costruzione.

Questo il testo approvato:

DISEGNO DI LEGGE
>presentato dal Ministro della giustizia (ORLANDO) di concerto con il Ministro dello sviluppo economico (GUIDI) approvato dalla Camera dei deputati il 1° febbraio 2017, approvato al Senato l’11 ottobre 2017

Art. 12.

(Garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire)

Il Governo è delegato ad adottare, con le modalità e nei termini di cui all’articolo 1, disposizioni in materia di tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) al fine di garantire il controllo di legalità da parte del notaio sull’adempimento dell’obbligo di stipulazione della fideiussione di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, nonché dell’obbligo di rilascio della polizza assicurativa indennitaria di cui all’articolo 4 del medesimo decreto legislativo, stabilire che l’atto o il contratto avente come finalità il trasferimento non immediato della proprietà o di altro diritto reale di godimento su un immobile da costruire, nonché qualunque atto avente le medesime finalità, debba essere stipulato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata;

b) prevedere che dall’inadempimento dell’obbligo assicurativo di cui all’articolo 4 del citato decreto legislativo n. 122 del 2005 consegua la nullità relativa del contratto, nei termini previsti dall’articolo 2, comma 1, del medesimo decreto legislativo.

Favorevoli 209; Astenuti 0; Contrari 1

Con l’approvazione di oggi si apre l’ultimo step per l’introduzione nel nostro ordinamento di un efficace meccanismo per rendere effettiva e piena la tutela degli acquirenti di immobili in costruzione. Il Governo avrà tempo un anno per esercitare la delega, anche in caso di interruzione della legislatura per nuove elezioni. 

In commissione Senato prorogato il Fondo di altri dieci anni!

Nella discussione del decreto Milleproroghe 2016 ieri è stato approvato in Commissione Affari Costituzionali l’emendamento:
6-bis. All’art. 17, comma 2 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, le parole “quindici anni” sono sostituite dalle seguenti: “venticinque anni”.

Firmatari:

Mattesini, Margiotta, Stefano Esposito, Spilabotte, D’Adda, Pezzopane, Giacobbe, Pagliari, Fasiolo, Cuomo.

 

 

Di nuovo banche e immobiliare

Un articolo del quotidiano «Il Giornale» sulle sofferenze bancarie provocate dalle iniziative di immobiliaristi, diciamo così, spregiudicati.

I nomi sono altisonanti e, in certo senso, risaputi. In realtà, e sulla pelle dei mille casi documentati da ASSOCOND-CONAFI, il fenomeno riguarda la miriade di piccole imprese e impresine che costituiscono il settore.

I danni più grossi al risparmio sono venuti da costoro. Proprio in virtù dei tanti soldi che gli istituti di credito hanno dato ai grandi nomi questi, tranne alcuni casi, sono sempre riusciti quantomeno a consegnare le case agli acquirenti, seppure, vedi Santa Giulia a Milano, in condizioni fortemente carenti sul piano dell’urbanizzazione ecc.

Dove invece gli operatori erano piccoli, marginali e spesso legati al malaffare i soldi del credito sono serviti a iniziare i cantieri o poco più, coi risultati che sappiamo.

Qui l’articolo del Giornale