Lo stato del Fondo al 30 settembre 2018

Al 30 settembre del 2018 il Fondo di solidarietà alle vittime dei fallimenti immobiliari ha incassato in totale 89.430.484 €.
La cifra è da intendersi lorda. Da questa vanno sottratti gli indennizzi già erogati, un dato non in nostro possesso.
Nel secondo quadrimestre sono stati incassati dal Fondo 2.351.819 €.
Il raffronto sul secondo quadrimestre del 2017 fornisce un incremento del 13,77%.

[2018-11-14]stato-fondo

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Riconosciuto il diritto di prelazione a Parabiago

Con un provvedimento tanto opportuno sul piano sostanziale quanto acuto e intelligente sul piano formale, il giudice della II Sezione civile del Tribunale di Milano, Sergio Rossetti, ha riconosciuto il diritto di prelazione alla famiglia di Luca Bonaita e Laura Monaca coinvolta in un fallimento a Parabiago.

Avremo modo di tornare sull’argomento, intanto sottolineamo il contributo determinante degli avvocati Marina Grandi e Vincenzo D’Addario. Hanno saputo individuare i punti deboli della posizione del curatore e hanno prestato cura e attenzione nella formulazione delle controdeduzioni al parere del curatore che fino all’ultimo rifiutava il riconoscimento del diritto.

Qui l’articolo di Sergio Rizza sul quotidiano «Metronews» di oggi.

Marco Dotti su “Vita”, con le ultime notizie sull’asta telematica delle case di Parabiago!

Ecco il link con l’articolo di Marco Dotti.

Quindi, non solo mettono all’asta la casa di una giovane famiglia che non ha alcuna colpa per il fallimento di un’impresa gestita male, ma gliela fanno telematica.

L’asta telematica è stata fissata tra il 29 agosto e l’11 settembre. Vale a dire in quesi giorni smanettoni più o meni identificabili ma con il portafoglio solvibile si aggiudicheranno la casa di una famiglia come se stessero giocandosela a dadi. Anche in questo caso la doppia faccia della modernità: le aste telematiche introdotte per velocizzare procedure troppo lente danno spazio e opportunità a nuovi modi di esproprio e competizione sulla pelle degli altri.

Inaccettabile!

Riflessione a caldo

La cosa che più mi rammarica nella storia di Parabiago è che quando fu approvato il d.lgs 122 eravamo convinti di aver impedito per sempre nella nostra nazione la vergogna di aste immobiliari con famiglie all’interno delle case. Famiglie che non avevano, beninteso, alcuna responsabilità perché avevano avuto il solo torto di aver anticipato soldi a un costruttore che poi era fallito.

Insomma, il problema era togliere dalle procedure concorsuali la parte più debole e senza alcuna colpa. Questo caso mostra, al contrario, che la norma, necessariamente definitoria nei suoi aspetti applicativi, lascia scoperte famiglie che pur coinvolte in procedure concorsuali vengono escluse dal diritto di prelazione perché le case sono state vendute, pur incomplete, quindi in costruzione, però con certificato di agibilità.

La ridondanza normativa che infesta il sistema giuridico italiano peggiora sempre di più fino a cancellare ogni parvenza di giustizia. Le norme che pure nascono con intenti corretti e semplificativi, togliendo i soggetti da posizioni improprie (nei casi relativi ai fallimenti immobiliari, la posizione impropria è quella dell’acquirente che si trova a essere coinvolto in un processo nel quale lui ha prestato i soldi per un bene e non per ricavare profitti o partecipare al rischio di impresa ma solo per dare soddisfazione a un bisogno per la quale ha pattuito un prezzo con chi glielo offre), vengono rimesse in discussione da una parola, da una definizione, da una lettera, in buona sostanza.

A rimetterci è lo spirito della legge che, invece, risulta chiarissimo a tutti tranne a coloro che proceduralmente sono chiamati ad applicare la legge. L’intenzione del legislatore subisce interferenze che arrivano fino alla distorsione e al rovesciamento degli effetti proprio in questa fase, nella quale si mescolano appetiti professionali, interessi fortemente tutelati (quelli del sistema creditizio, sempre coinvolto in operazioni dubbie da parte di soggetti dubbi) e vere e proprie carenze etiche coperte da comportamenti che vengono spacciati come professionali.

Tornerò sull’argomento.