Prosegue il cammino dell'emendamento che estende l'accesso al Fondo

Ieri 23 ottobre 2014, la Camera dei Deputati ha approvato con voto di fiducia
ARTICOLO UNICO DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE NEL TESTO DELLA COMMISSIONE del Decreto 12 settembre n.133 contenente la modifica al d.lgs. 122/05.
Questo l’estratto del verbale di approvazione alla Camera dell’art.di interpretazione certa comma 2 art. 13. L’emendamento è in seconda pagina, 90 del testo originale.

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Ieri approvata in commissione «Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)» emendamento per la corretta interpretazione dell'art. 13 comma 2 d.lgs 122

Come molti sanno un migliaio di famiglie circa non hanno potuto accedere al Fondo di indennizzo a causa della lettura ristretta dell’art. 13 comma 2 da parte di CONSAP.
Dopo decine di tentativi siamo riusciti, con l’aiuto decisivo dei parlamentari di ogni schieramento (e in questa occasione il PD al completo), a ottenere l’approvazione ieri, 17 ottobre, in commissione «Ambiente, territorio e lavori pubblici» (VIII) della Camera dei deputati, DL 133/2014, all’art. 20 del seguente emendamento:

ALLEGATO
BOZZA NON CORRETTA
DL 133/2014
Emendamenti approvati

ART. 20

  Dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
  4-bis. Dopo l’articolo 13 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, è aggiunto il seguente:

«Art. 13-bis.
(Disposizione interpretativa dell’articolo 13, comma 2).
  1. Il comma 2 dell’articolo 13 si interpreta nel senso che il requisito di cui al comma 1, lettera b), del medesimo articolo 13, e conseguentemente la tutela prevista in detto comma 2, non viene meno anche nei casi di acquisto della proprietà o di conseguimento dell’assegnazione in base ad accordi negoziali o all’aggiudicazione all’asta, avvenuti in qualunque procedura esecutiva».

Naturalmente prima che diventi operativo mancano molti altri passaggi, ma diciamo che un primo passo è stato fatto. Vedremo e vi terremo informati.

Aggiornamento: Ecco il testo nel verbale dell’approvazione in commissione VIII (importante il ruolo dell’on. Borghi che ha sostenuto l’emendamento dall’inizio, e non solo, del sottosegretario Del Basso De Caro, dell’on. Eleonora Combro del PD e dell’on. Ivan Catalano del Gruppo misto; altri hanno lavorato, di altri schieramenti e avremo modo di nominarli quando la procedura di approvazione sarà completata).

Il bonus fiscale per il recupero edilizio nei piccoli condomini

Per beneficiare della detrazione per i lavori di ristrutturazione delle parti comuni (articolo 16-bis del Testo Unico dell’Imposta sui Redditi), i condomini che, non avendone l’obbligo, non hanno nominato un amministratore devono comunque richiedere il codice fiscale ed eseguire tutti gli adempimenti di legge a nome del condominio stesso. Inoltre, devono effettuare i bonifici indicando, oltre al codice fiscale del condominio, anche quello del condomino che effettua il pagamento (circolare n. 57/E del 1998). Questo può avvenire tramite conto corrente bancario o postale intestato a uno dei condòmini, a tal fine delegato dagli altri, o tramite conto appositamente istituito. La detrazione spetta in ragione delle spese effettivamente sostenute da ciascuno (circolare n. 11/E del 21 maggio 2014). Per la ripartizione delle spese relative alla parti comuni alle unità immobiliari, i condomini devono concorrere alle stesse in ragione dei millesimi di proprietà o ai diversi criteri applicabili ai sensi del codice civile (articoli 1123 e seguenti). Infine, i documenti giustificativi delle spese relative alle parti comuni devono essere intestati al condominio (circolare n. 57/E del 1998).
Fonte: Agenzia delle Entrate

Link: Per leggere o stampare la circolare n. 57 del 1998 clicca qui

Come cambia questo blog

Dopo quasi un anno di interruzione, dovuto principalmente a cause tecniche (l’hosting statunitense sul quale si appoggia è fallito ed è ripreso dopo un lungo processo di recupero dei dati persi nel crash: ho salvato quasi tutto, tranne gli allegati dei primi anni di blog che, vi ricordo, ha iniziato nel lontano 2003!!!) e anche, devo ammetterlo, a una certa stanchezza nell’aggiornare una storia spesso dolorosa, riprendo il blog.

Con qualche piccola ma significativa modifica nella linea editoriale.

Per me, che parlo a titolo personale ma anche come vicepresidente di ASSOCOND-CONAFI (Associazione Nazionale condomini e Coordinamento nazionale vittime fallimenti immobiliari), è venuta l’ora di economizzare e integrare i diversi strumenti di comunicazione che sono cresciuti e moltiplicati in questi anni.

Non posso gestire contemporaneamente blog, pagina Facebook e Twitter con diverse informazioni. Quindi, partendo dal blog, informerò sia delle questioni inerenti il condominio, attingendo al sito ufficiale di ASSOCOND, sia le vicende riguardanti i fallimenti immobiliari e le problematiche che vi ineriscono, sempre drammatiche e, purtroppo, troppo spesso irrisolte.

In definitiva, la battaglia per la piena applicazione della legge continua e, se possibile, si intensificherà, ma sarà accompagnata da informazioni e consigli sul condominio. Tenendo sempre in primo piano la qualità che, anche su questo piano, i professionisti e le persone che animano ASSOCOND hanno sempre garantito con serietà e discrezione.

Riccardo De Benedetti

Chi deve versare la TARI

Il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, adibiti a qualsiasi uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani (articolo 1, commi da 641 a 668, legge n. 147 del 2013). Pertanto, in caso di immobile locato, la tassa sui rifiuti è dovuta dall’inquilino, a meno che non si tratti di detenzione temporanea, cioè di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare. Negli altri casi, soggetto passivo è il possessore dell’immobile a titolo di proprietà o di altro diritto reale. Il Comune ha comunque la facoltà di prevedere, tra le altre, riduzioni tariffarie ed esenzioni, nell’ipotesi di abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo (articolo 52 del Decr. Lgs. n. 446 del 1997).

Fonte: Agenzia delle Entrate

Bonus arredi ammesso se la sostituzione degli infissi è un'innovazione

I contribuenti che fruiscono della detrazione per gli interventi di manutenzione straordinaria (tra i quali rientra anche la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso) possono detrarre dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, il 50% delle ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (nonché A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione (articolo 16, comma 2, del D.L. n. 63 del 2013). Per fruire del bonus per l’acquisto dei mobili, non è richiesto che ci sia collegamento fra gli stessi e l’ambiente ristrutturato, è sufficiente il collegamento con l’immobile oggetto di ristrutturazione nel suo complesso; l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici, pertanto, è agevolabile anche se i beni sono destinati all’arredo di un ambiente diverso da quelli “ristrutturati”, purché l’immobile sia oggetto di interventi edilizi (vedi la circolare n. 29/E del 2013).
Fonte: Agenzia delle Entrate
Link: Per leggere o stampare la Circolare clicca qui