Riceviamo (da CONSAP) e volentieri pubblichiamo:

Ecco la lettera che abbiamo ricevuto poco fa da CONSAP:

Inizio messaggio inoltrato:

Da: Giulio Ascioti
Oggetto: Fondo di solidarietà per gli acquirenti di beni immobili da costruire
Data: 31 agosto 2012 16:48:50 CEST
A: **********************************

                CONSAP S.p.A.
Dipartimento Fondi di Solidarietà
 
 
                Sul blog “Fondo vittime fallimenti immobiliari: un diritto negato” si è recentemente letto il seguente: “Avviso importante per tutti coloro cui Consap sta respingendo le domande: stiamo strutturando un’iniziativa articolata in due fasi 1) lettera di contestazione 2) azione giudiziaria contro Consap”.
 
                Le domande sin qui respinte concernono per lo più ipotesi di acquisto degli immobili in seno a procedure “esecutive”. Ciò in quanto, ai sensi delle leggi vigenti, il Fondo è chiamato ad intervenire nei soli casi di acquisto degli immobili da procedure “concorsuali” (fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria, concordato preventivo).
 
                In aderenza a tali leggi, il Comitato del Fondo ha adottato la seguente risoluzione:
Restano…fuori dai benefici del Fondo tutti quei promissari acquirenti che abbiano acquistato la proprietà dell’immobile da costruire, o ne abbiano ottenuto l’assegnazione, a seguito di accordi con la procedura esecutiva, ovvero a seguito di aggiudicazione all’asta nell’ambito della medesima procedura, in qunto l’art. 13 comma 2 del D.Lgs. n. 122/2005 prevede esclusivamente l’ipotesi di acquisto della proprietà o del conseguimento dell’assegnazione “in virtù di accordi negoziali con gli organi della procedura concorsuale, ovvero di aggiudicazione di asta nell’ambito della medesima procedura, ovvero, infine, da terzi aggiudicatari”.
 
                Non è la prima volta (vedi, p.es., sulla ancora non avvenuta emanazione del decreto di individuazione delle sezioni del Fondo) che sul suddetto “blog” vengono definiti in capo a Consap responsabilità e compiti al di fuori di quelli, attribuiti dalla concessione del Ministero dell’economia e delle finanze, prettamente circoscritti alla mera, seppure attenta, esecuzione di disposizioni normative, principalmente di leggi dello Stato.
 
                Pertanto, Consap – in osservanza delle predette disposizioni ed in adempimento agli obblighi concessori – è tenuta a respingere le domande in questione.
 
                D’altronde – come già in altre occasioni (proposte di legge tese a rendere più stringente l’obbligo di rilascio delle fidejussioni, decreto interministeriale di cui sopra) – Consap non mancherà di sostenere, presso le sedi opportune, le iniziative, preventivamente condivise dal Comitato del Fondo, volte, a beneficio delle vittime, alla modifica dell’attuale quadro legislativo.
 
                Si confida che – ovviamente, per quanto possibile – codesta Associazione intervenga, anche sul piano informativo, al fine di scongiurare un contenzioso di certo esito negativo per gli istanti , ma con aggravio dei costi legali del Fondo e possibili intralci nella operatività del medesimo.
 
                Si ringrazia per la collaborazione e si inviano i migliori saluti.
 
 
                                                                                                             Il Responsabile del Dipartimento
                                                                                                                                (G. Ascioti)
 

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L'articolo del «Salvagente» di questa settimana

Marco Cardaci è l’autore di questo articolo apparso sul numero odierno del «Salvagente». Purtroppo il titolo in alto è sbagliato, in quanto la fideiussione é già obbligatorio ai sensi del dlgs 122, a non passare in Parlamento sono state le sanzioni! Pazienza, nella storia della nostra battaglia le imprecisioni della cosiddetta informazione farebbero libro a sé. Qui potete scaricare e leggere l’articolo.

Buzzetti sul Corriere esagera e parla di colpo di mano evitato

Qui il link all’articolo, con qualche imprecisione, del Corriere di oggi. Se Buzzetti conferma la dichiarazione finale c’è da chiedersi se si ci troviamo di fronte a un irresponsabile o a cosa. Affermare che evitare le sanzioni a chi trasgredisce la legge equivale a evitare un colpo di mano significa proteggere esplicitamente chi non applica la legge. Ma può permettersi un’affermazione del genere il presidente di un gruppo di imprenditori che dice di produrre il 14% del PIL? O dobbiamo credere che il PIL è il prodotto dell’illegalità? Questo signore si deve riprendere il controllo di quello che afferma… E speriamo che non lo abbia affermato!

Anatomia di una bassa e volgare azione di lobbyng

Ecco il documento che l’ANCE, guardandosi bene dal firmare, ha fatto circolare in Commissione. Il tenore delle argomentazioni, oltre che il contenuto, rende chiaramente visibile la rivendicazione dell’elusione della legge. E questo per dei cittadini organizzati in gruppo di interesse, perché questa è l’ANCE, non altro, è inaccettabile.

Alcuni passaggi sono semplicemente grotteschi, come quando parlano dello squilibrio tra costruttori e acquirenti a vantaggio di questi ultimi, che è come dire che un automobilista può passare con il rosso perché altrimenti favorisce il pedone!

Questa, invece, la nostra controreplica.

Chiarisco il mio pensiero sull’azione di lobbyng. Può essere che a un gruppo di interesse organizzato una legge non piaccia. Può essere che sulla norma si apra una discussione che coinvolga gli interessati. Ma occorre ricordare almeno due occorrenze specifiche che rendono la discussione sul dlgs 122 particolare:
1. la norma è pienamente applicabile in quanto una quota consistente di imprenditori vi si attiene, fa profitti, vende case e le vende meglio, mentre a fallire sono proprio gli imprenditori che non applicano la legge; quindi se proprio si deve modificare la legge non lo si può fare che nella direzione di renderla ancora più cogente attraverso le sanzioni per coloro che non applicandola danneggiano i cittadini e fanno concorrenza sleale ai loro colleghi. ANCE non si è certo mossa in questa logica ed è inspiegabile per un’associazione di moderni imprenditori.
2. non si può aprire un tavolo di trattativa, ammesso e non concesso che lo si debba aprire su queste basi, partendo dalla disapplicazione della legge. Prima mi applichi la legge come qualsiasi altro cittadino poi ne parliamo. Il fatto che i politici di questa disgraziata nazione non colgano neppure lontanamente l’inaccetabilità di una situazione nella quale l’illegalità viene usata per determinare rapporti di forza ci dice più di ogni altra analisi il livello di degrado a cui è giunta la nostra vita politica.