Ricordando la signora Michelangela Feré in Oldrini

È mancata in queste ore la signora Michelangela. Associata della primissima ora. La ricordo a tutte le nostre manifestazioni, anche quelle a Roma del 2001 e 2002, con i suoi figli, Gianfilippo e Carla a cui siamo molto vicino. Ha partecipato con passione e pazienza, da donna vitale e dotata di quella forza necessaria a superare le prove che la vita le aveva riservato. Non ultima il coinvolgimento in un complesso e impervio fallimento nel quale aveva perso moltissimo del suo patrimonio. Una vicenda non ancora conclusa e che spero possa osservare da un posto diverso da quello nel quale noi ci dibattiamo. La ricordo con affetto e commozione come una di noi.
I funerali martedì prossimo a Legnano alla chiesa di San Magno, alle 14.

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Soddisfazioni e insoddisfazioni

Ieri Consiglio nazionale del Notariato a Roma, ha presentato la guida “Acquisto in costruzione – la tutela nella compravendita di un immobile da costruire”, realizzata dal C.N.N. e da 12 associazioni di tutela dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori). La guida, scaricabile dai siti delle associazioni e del C.N.N., appare ben fatta per essere uno strumento di larga divulgazione; rende un’informazione corretta ed equilibrata, incentrata sul D.Lgs. 122/05 con ampio spazio dedicato alla garanzia fideiussoria: meglio di quanto ci si potesse attendere. Eravamo presenti con il nostro Roberto Guidi, che ha tenuto alta la bandiera delle famiglie vittime.

Detto questo, c’è sempre qualche particolare in questo genere di cose che non soddisfa.
La dichiarazione di un notaio, infatti, secondo il quale è la trascrizione del preliminare a garantire l’acquirente rendendo perfino superflua la fideiussione.

Di che garanzia sta parlando?
Primo: ammesso che l’acquirente riveda i suoi soldi grazie al privilegio concessogli dalla trascrizione questo non avverrà prima della fine della procedura che in media nazionale dura non meno di sette, diconsi, sette anni; nel frattempo niente soldi e niente casa, sotto i ponti!

Secondo: in ogni caso, gli istituti di credito hanno la meglio sul privilegio dell’acquirente perché l’ipoteca è precedente alla stipula del compromesso. I soldi per gli istituti di credito ci saranno tutti, dubito che ne rimangano per l’acquirente.

Terzo: se le debolezze della 122 sono nella sua scarsa applicazione allora cosa dovremmo dire della trascrizione, che fa parte dell’ordinamento fin dal 1996 senza aver dato segni della sua presenza tra gli acquirenti? E se i notai la ritengono efficace perché non la consigliano ai loro clienti? Come al solito l’astrattezza, la presunzione giuridicista dei cosiddetti operatori piuttosto che chiarire al cittadino la situazione la complica oltre il necessario.

A rafforzare la legge 122 dovranno intervenire sanzioni per chi non la applica. Punto. Su questo stiamo lavorando.