Un bel intervento di Claudio De Albertis sulla rivista telematica «Arcipelago Milano»

Lo potete leggere qui.

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Le buone notizie dalla giustizia italiana

Questo è il link della vendita all’asta della casa di uno dei tanti imprenditori rovina famiglie che in questi anni hanno mandato al lastrico migliaia di famiglie. La supervilla menzionata, costruita con i soldi ‘prelevati’ da famiglie oneste, successivamente vittime del «suo» fallimento, andrà all’asta il prossimo mese. Quasi certamente ci sarà il solito prestanome o l’impresario di turno o come sempre lui stesso che come «d’incanto» troverà i soldi necessari mai recuperati dai vari avvocati e magistrati dei tribunali. Sono gli stessi soldi prelevati a suo tempo alle famiglie che avevano acquistato casa da lui. Le famiglie di Castell’Alfero, in provincia di Asti, si sono dovute accollare mutui decennali con le banche per i soldi che la Erpa Costruzioni era riuscita a far evaporare a fronte di ville del valore di miliardi di vecchie lire. Soldi e risparmi persi a causa della ormai ‘vecchia’ legge italiana datata Regio Decreto 1942. In attesa che il fondo di solidarietà risani in qualche misura chi è rimasto senza casa e senza soldi, un visitina al sito dell’asta e all’asta stessa si potrebbe fare, giusto per vedere l’effetto che fa.

Dati aggiornati sul Fondo

Come al solito i dati del fondo al 31 marzo 2009.
L’interpretazione è facile e nello stesso tempo sconfortante. Questo il grafico.
La progressione dal 2007 è significativa. Rispetto ai mesi di gennaio-febbraio-marzo del 2007 il 2008 vedeva, per lo stesso periodo, un +43,88.
Se raffrontiamo gli stessi mesi del 2009 al 2008 il segno si inverte e diventa un -5,22. Certamente gli elementi di crisi del settore si fanno sentire ma è indubbio che le basse percentuali di applicazione fanno il resto, anzi, producono il vero e proprio disastro applicativo. In altre parole chi aveva applicato la legge nel gennaio-febbraio-marzo del 2008 continua ad applicarla, ma la crisi ha ridimensionato le iniziative e quindi il flusso di denaro che dovrebbe raggiungere il fondo attraverso il prelievo del 5 per mille sulle fideiussioni si è notevolmente inaridito.

Nel mezzo del disastro edilizio italico qualche considerazione di Salìngaros

Piano casa? Alcune riflessioni architettoniche, prima ancora che “politiche”, sulla newsletter di Stefano Borselli, a firma Nikos A. Salìngaros sempre molto critico nei confronti del postmoderno architettonico e delle sue politiche. Purtroppo nulla di queste riflessioni verrà considerato dal legislatore e dal dibattito politico che continuerà a macinare i suoi pro e i suoi contro senza alcuna cognizione delle poste in gioco, umane e culturali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: disastri costruttivi, insicurezza ai diversi livelli e generale discredito su ciò che si fa e si realizza, abbassamento della qualità del vivere e dell’abitare. Un immenso mulino che macina a vuoto risorse e denari senza nulla aggiungere al senso del nostro vivere e abitare.
Questo il link con l’intervento di Salìngaros

Analogie

Sento già l’obiezione: ma in fondo non sono percentualmente tanti i crolli delle case per effetto dei criminali risparmi di cemento!
È una variante di quest’altra: in fondo non sono tanti, percentualmente, i fallimenti immobiliari!
Deduzione: perché gettare la croce addosso a un’intera categoria che tanto ha fatto per il pil nazionale! È lo scotto che in fondo possiamo pagare, se ben ci pensiamo, a fronte dell’indotto occupazionale e della ricchezza che l’attività edilizia aperta a tutti garantisce a molti. Bene: bisogna respingere totalmente questa assurda teoria sacrificale, secondo la quale, la ricchezza dei pochi può sopportare la catastrofe di qualcuno.
L’attività edilizia deve seguire le regole e le leggi anche a costo di ridimensionarsi e di ripulirsi dei cattivi soggetti che la popolano. Le case che crollano, le garanzie negate agli acquirenti e a chi lavora nei cantieri, gli sfregi al paesaggio e alla bellezza che i costruttori e la loro corte di miracolati fatta di cattivi architetti, politici corrotti, ingegneri geometri, mafiosi di tutte le risme, a tutti costoro va tolta la possibilità di continuare a fare affari sulla pelle dei cittadini.
Buzzetti ha avuto il “coraggio” di chiedere ancora semplificazioni. Perché la categoria che rappresenta non comincia prima ad applicare le leggi? Perché deve mettere la comunità nazionale di fronte al fatto compiuto dell’impossibilità di controllare gli ingordi profittatori che vi allignano?

Cosa dice l’ANCE di fronte alla catastrofe abruzzese?

Prima del terremoto la responsabilità dei morti è dei costruttori. È inutile girarci intorno. Non di tutti ma di molti sì.
Buzzetti. Chi è? È il presidente dell’associazione dei costruttori (ANCE). Stasera si è presentato in tv decantando le virtù della sua categoria. Di fronte alla criminale ingordigia che caratterizza, purtroppo, alcuni costruttori e che li porta a mescolare sabbia di mare e cemento con i risultati che vediamo, Buzzetti ha chiesto semplificazioni alle normative. Chiedo: sono dello stesso tipo di quelle che spingono troppi costruttori a non applicare la legge? Non vorremmo che di semplificazione in semplificazione il termine si trasformasse in disapplicazione. C’è solo la rima di accettabile, forse.