I risultati dell’«Operazione mattone» in Piemonte

Ne dà notizia l’ultimo numero della newsletter «NewsPages», diretta dall’ottimo Pierpaolo Molinengo per il Gruppo Caseoline. Scrupoloso e attento, ci informa dei risultati dell’inchiesta avviata dalla Direzione regionale dell’Agenzie delle Entrate del Piemonte:

Oltre 49milioni di euro di imponibile nascosto al fisco, più di 27 milioni di imposte recuperate e 390 controlli sul territorio: questi i primi risultati dell’ “Operazione Mattone” realizzata nel settore edilizio dalla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate in Piemonte.
I reali volumi d’affari sono stati nascosti al fisco in vari modi. Ad esempio, mediante la “sottofatturazione”, cioè dichiarando un prezzo di vendita degli alloggi a una cifra nettamente inferiore a quella realmente incassata. Oppure manipolando il valore delle rimanenze finali: facendo figurare come ancora in costruzione appartamenti già completati e consegnati al cliente.
Ma l’evasione non riguarda solo i rivenditori finali, bensì tutta la “filiera” produttiva: durante i controlli contabili sono stati rilevati una serie di costi fatturati da vari prestatori d’opera (ad esempio idraul ici, piastrellisti, intonachisti) decisamente esigui rispetto al lavoro svolto nei complessi immobiliari esaminati.
È emerso un vero e proprio “effetto distorsivo a catena”: chi ha costruito un immobile non ha documentato i costi effettivamente sostenuti poiché gli artigiani di cui si è servito hanno preteso, in molti casi, che parte dei compensi gli venissero corrisposti “in nero”.
In queste settimane, infine, si stanno concludendo altri accertamenti: oltre 40 sono i casi in cui si è dovuto ricorrere alle “indagini finanziarie” sui conti correnti bancari per ricostruire i reali volumi d’affari delle società.

Che dire di più? Il dlgs 122 non solo tutela gli acquirenti ma va proprio nella direzione di limitare il ricorso al nero che le pratiche illegali diffuse nel settore favoriscono e promuovono. I dati offerti dall’Agenzia non sono certi voci o considerazioni sul filo della polemica, fotografano una realtà che di per sé sarebbe inaccettabile se solo non fosse, per l’esperienza che ne abbiamo, ancor più drammatica per il concreto rischio di fallimenti che questo modo di operare produce. Il fatto, poi, che la sottofatturazione dell’immobile coinvolga anche gli acquirenti testimonia di come ci sia l’assoluta esigenza di informarli dei rischi che corrono e motivarli a comportamenti corretti. Chi applica il dlgs 122 non può che essere corretto in tutte le fasi della compravendita dell’immobile: disapplicando la 122 è ancor più facile l’evasione fiscale e l’economia in nero. Un danno economico di proporzioni inimmaginabili.

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Che l’85% degli imprenditori edili sia rumeno?

Pongo la domanda provocatoria perché la giusta necessità di sentirci sicuri in casa nostra, e il conseguente dovere di espellere coloro che non rispettano le nostre leggi, non può farci dimenticare che i primi a non rispettare le leggi siamo noi (intesi come popolo).
Tra coloro che non rispettano le leggi, con effetti devastanti e spesso tragici non solo sulle economie familiari di chi rimane coinvolto, vi sono gli imprenditori edili. Mi dispiace per loro e per chi di loro applica la legge (lo stesso vale per i rumeni) ma, seguendo i provvedimenti che si stanno prendendo, andrebbero espulsi. Solo che a differenza dei rumeni, che una nazione d’origine pure ce l’hanno, molto simile alla nostra per la verità, ho l’impressione che non sapremmo dove inviarli… chi se li prende? Li vorrei vedere in Francia, in Germania, in Inghilterra a eludere e fottersene della legge come stanno facendo qui, sul nostro territorio… E in effetti questi imprenditori dove potrebbero “lavorare” e ingrassare se non in Italia?