Comunicato stampa sul fallimento di Chignolo d’Isola

L’ho appena inviato alle principali testate nazionali. Eccolo:

Siamo alle solite: l’impresa edile ottiene crediti non dovuti dalla filiale compiacente di qualche banca (l’ipoteca sul terreno mette al sicuro la banca dai rischi del fallimento); rastrella danaro da ignari acquirenti che magari ricevono assicurazioni dalla stessa filiale che ha dato i soldi all’imprenditore; poi la situazione precipita e alla fine l’impresa chiude; il proprietario continua a girare in Ferrari tra i paesini dove almeno 90 famiglie vedono i loro risparmi in fumo attendendo che il curatore fallimentare metta all’asta la loro casa.

Questo è accaduto nei mesi scorsi a Chignolo d’Isola nella bergamasca, ma anche in altri comuni toccati dall’attività di questa impresa edile. Questo è stato denunciato dalla famiglie coinvolte ai giornali locali (L’eco di Bergamo di ieri) e al TG della Lombardia. Questo rilanciamo agli organi di stampa nazionale.
Come in mille altri casi che ASSOCOND CONAFI denuncia da anni e per evitare i quali il legislatore ha emanato la legge 122 (in attuazione della legge Duilio 210) in vigore dal luglio del 2005.

Ma questo, evidentemente, non vogliono capire le imprese edili che continuano a vendere e costruire case senza applicare la legge 122 che tutela gli acquirenti prevedendo la fideiussione obbligatoria a loro carico. Se sono aziende solide e credibili non avrebbero difficoltà ad ottenerla; se, come il caso di Chignolo, sono delle vere e proprie aziende truffaldine i risultati sono questi.

ASSOCOND CONAFI, proprio il giorno in cui si riunisce per la prima volta il comitato consultivo del Fondo di solidarietà previsto dalla legge 122 a risarcimento delle vittime dei fallimenti immobiliari, richiama l’attenzione di stampa e opinione pubblica su una situazione intollerabile per un paese che si dichiara civile e che pur avendo una legislazione adeguata (la citata legge 122) viene in larga parte disattesa da chi come tutti dovrebbe attenersi alla legalità. Chi non applica la legge la viola.
ASSOCOND CONAFI invita i cittadini a non acquistare casa da costruttori che non presentano all’atto della firma del preliminare fideiussione bancaria a garanzia dell’intera cifra d’anticipo prevista dal preliminare medesimo.
La mancanza di fideiussione significa che la banca non è in grado di garantire della bontà dell’operazione e se non si fida la banca non si vede il motivo per cui dovrebbe fidarsi l’acquirente.

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