I primi riscontri al comunicato stampa

Ieri il quotidiano «La Provincia», edizione di Varese, ha pubblicato l’articolo di Alessandra Pedroni sulla vicenda di Sesto Calende.
«Quotidiano casa», giornale di informazione immobiliare particolarmente attento alle situazioni concrete in cui si trova il cittadino, apre con la notizia: Fallisce il costruttore, acquirenti sul lastrico. Ci risiamo. Ringraziamo la redazione perché è importantissimo, in tutta la vicenda che riguarda l’applicazione della legge, la partecipazione degli operatori del settore.

L’infamia senza fine della procedura

Questo il testo del comunicato stampa che ho inviato ieri al mio elenco di giornalisti:

SI PUÒ METTERE ALL’ASTA LA CASA DI UN MALATO DI SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA? SÌ, IN ITALIA SI PUÒ… PER QUALCUNO SI DEVE!!!!
Accade a Sesto Calende in provincia di Varese. Dove un gruppo di famiglie, tra cui quella del signor Luciano Ruginenti, immobilizzato dalla SLA, una malattia che non lascia scampo, si è visto recapitare dal tribunale di Busto Arsizio la prima notifica per l’inizio della procedura di asta conseguente al fallimento dell’impresa costruttrice.

Tutte le famiglie coinvolte hanno pagato quasi interamente le case. Ci vivono dal 2003; hanno speso ingenti somme in spese legali, perizie, controperizie ma, come al solito, tutto inutilmente, l’inesorabile legge di procedura fallimentare (inesorabile ovviamente solo per i malcapitati acquirenti) obbliga, per soddisfare la banca creditrice (IntesaSanpaolo), a mettere all’asta le case. Senza se e senza ma.

Ricordiamo che la legge in vigore a tutela degli acquirenti (dlgs 122) non può essere retroattiva, riconosce solo un diritto di prelazione, che comunque, visto il prezzo di perizia fissato è fuori misura per l’economia delle famiglie coinvolte che escono da questa vicenda annichilite.

Una vergogna assoluta che ASSOCOND CONAFI denuncia con rabbia e una punta di disperazione, visto il silenzio dal quale queste vicende vengono coperte. Un silenzio che permette, tra l’altro, di disapplicare le norme che il Parlamento italiano ha emanato la legislatura passata proprio per evitare il ripetersi di questi casi (dlgs 122).

Mercoledì prossimo, 2 maggio, alle 11-11.30, in via del Passero 1/B a Sesto Calende, le famiglie del Fallimento Bausone (questo il nome della sciagurata impresa fallita), incontreranno la stampa e i media per denunciare all’opinione pubblica e alle istituzioni l’ennesima ignobile vicenda di fallimento immobiliare che colpisce chi non ha nessuna responsabilità. Proprio mentre il 90 per cento delle imprese costruttrici, come abbiamo denunciato in Parlamento, è fuori legge perché non applica il dlgs 122.

SI PREGA DI SEGNALARE LA PROPRIA PARTECIPAZIONE TELEFONANDO AL 348 2897669

Per CONAFI-ASSOCOND: Riccardo De Benedetti

Tessera Ordine giornalisti n. 52178

La risposta all’interpellanza Rusconi

Oggi in Parlamento è stata discussa l’interpellanza presentata dall’on. Antonio Rusconi lo scorso 2 aprile.
Ecco il testo della risposta, che l’on. Lino Duilio, che l’ha illustrata, ritiene largamente insoddisfacente.
Che dire? Gli adempimenti che mancano alla piena operativita del Fondo sembrano sbloccarsi; gli emendamenti correttivi, in forma di decreto, sono stati calendarizzati per maggio. Rimane, e la valutazione dell’on. Duilio lo conferma, un quadro di preoccupante e sostanziale disattenzione nei confronti dell’applicazione di una legge importante per la tutela dei soldi delle famiglie italiane impiegati per l’acquisto della casa.

Il Movimento Cristiano Lavoratori chiede l’applicazione della legge

Lo fa in un comunicato della sezione milanese dell’associazione che, in realtà, si occupa del problema casa in generale e al problema degli affitti in particolare.
Le ultime righe del comunicato sottolineano l’esistenza della legge e la necessità di applicarla. È la prima volta, va detto, che un’associazione cattolica accenna ufficialmente alla legge di tutela.
Questo il testo del comunicato.