Una sentenza della Corte di Cassazione

La sentenza della Corte di Cassazione dell’11 gennaio 2006, n. 264, sancisce la responsabilità dei notai in ordine al diritto dell’acquirente alla suddivisione e frazionamento del mutuo.
Il testo:

«L’art. 39, comma 6, d. lgs. 1 settembre 1993 n. 385, a norma del quale, in caso di mutuo fondiario garantito da ipoteca su edificio o complesso condominiale, il debitore e il terzo acquirente del bene ipotecato hanno diritto alla suddivisione del finanziamento in quote e al correlativo frazionamento dell’ipoteca, non si applica per espressa previsione del successivo art. 161, comma 6, ai contratti conclusi dall’istituto mutuante prima della sua entrata in vigore.

A carico del notaio rogante è configurabile responsabilità contrattuale nei confronti del cliente, acquirente di unità immobiliare parte di maggior complesso gravato da ipoteca non frazionata, per aver omesso di informarlo dei rischi inerenti al detto mancato frazionamento».

Ricordiamo che per effetto del dgls 122, art. 8, vi è l’obbligo, prima della stipula del rogito, di cancellazione o frazionamento dell’ipoteca antecedente alla compravendita, quindi la sentenza mette in chiaro la responsabilità di quei notai che in questi decenni di mancanza di tutela degli acquirenti si sono ben guardati dall’avvisare i propri clienti dei rischi. Per i legali che difendono molte vittime dei fallimenti dovrebbe esserci lavoro e voglia di chiedere i danni.

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Un libro come «Case di carta»

Si scrive un libro per tante ragioni; non sempre confessabili, direbbe Nietzsche. Ma scrivere un libro come «Case di carta» è stato anche una sfida nei confronti di alcuni luoghi comuni dell’editoria di attualità. Ho descritto una vicenda conclusasi positivamente, seppure in modo parziale, quando in genere si raccontano problemi irrisolvibili, nei quali la falsa coscienza del lettore fa il paio con quella dello scrivente; il primo se ne sta ben lontano dalle situazioni descritte; lo scrivente, invece, tenendo a debita distanza il lettore, può facilmente convincersi delle sue buone intenzioni. «Case di carta», al contrario, è la mia esperienza e quella di altre persone che confidavano nel fatto che non fossero ancora stati scritti libri su questa questione e quindi ci fosse ancora lo spazio per agire. Infatti, prima abbiamo agito e poi ho scritto il libro.

Se questa non è una notizia!

La media, molto grossolana, delle richieste di indennizzo finora presentate è di circa 70mila euro. Come tutte le medie ha qualcosa di ingiusto; ma tant’è.
Qualche calcolo, sulla base di queste approssimazioni.
Se le domande inoltrate alla CONSAP dovessero aggirarsi, come sembra, intorno alle 8mila, si avrebbe un danno certificato sulla base della media di 560 milioni di euro!
Ma è certo che non tutti gli aventi i requisiti hanno inviato la domanda. Rimane il dato inoppugnabile, desunto dalle registrazioni dei fallimenti a noi pervenuti, che le famiglie coinvolte sono realmente 17mila.
Il danno diventa quindi di dimensioni enormi: 1 miliardo e 190 milioni di euro.
QUESTI SONO I SOLDI PERSI DALLE FAMIGLIE ITALIANE COINVOLTE NEI FALLIMENTI IMMOBILIARI NEGLI ULTIMI 10 ANNI… STIMA ASSOLUTAMENTE DIFETTOSA!!!
E c’è ancora qualcuno che non ritiene la legge 122 una necessità!!!

I primi ritardatari

Non sono trascorse 24ore dalla chiusura del server della CONSAP che già arrivano i primi ritardatari:
La Coop in liquidazione Nuova Edilizia di Tavernerio, in provincia di Como; 16 famiglie che sembra avessero tutti i requisiti per inoltrare la domanda. Non lo hanno fatto, a quanto pare su indicazioni errate carpite qua e là, sui sentito dire.
Non so cosa pensare; se a consigliare di non inoltrare le domande fossero stati consigli “legali” la cosa sarebbe di estrema gravità. Vedremo… ma si comincia a intravedere anche qualcuno dei motivi che hanno causato una bassa partecipazione al fondo.

Il tempo è scaduto

Il tempo è scaduto: il 10 agosto è l’ultimo giorno utile per inoltrare la domanda di accesso al fondo di solidarietà previsto dal dgls 122.

Due osservazioni:

non c’è stata pubblicità alcuna da parte delle istituzioni. I cittadini vittime dei fallimenti immobiliari sono rimasti all’oscuro di questa opportunità. Il risultato: qualcosa più di 5000 domande. Poche, addirittura al di sotto del dato, inoppugnabile, delle famiglia coinvolte desumibile dai fallimenti dichiarati ad ASSOCOND CONAFI: 17.000.
Abbiamo cercato di ottenere in questi mesi un provvedimento di proroga dei termini (oltre all’inclusione degli esclusi) ma abbiamo trovato una situazione non facile nel nuovo Parlamento. Torneremo alla carica con forza e determinazione a settembre.
A tutti i ritardatari diciamo:

INOLTRATE LE DOMANDE ALLA CONSAP COMUNQUE, CI PORTIAMO AVANTI SUI TEMPI DELLA PROROGA (CONSULTATE IL SITO CONAFI) DAL MOMENTO CHE CONSAP SPEGNE IL SERVER IL 10 AGOSTO ALLE 24.

Le sezioni ASSOCOND CONAFI che hanno lavorato in questi mesi nell’assistenza alle vittime hanno terminato, per ora, il lavoro; riapriranno l’11 settembre. Nel frattempo chiunque può telefonarmi al 3482897669 o telefonare a Marco Magni: 335710882 (fino al 30 agosto) per informazioni sulla situazione.

Un caloroso grazie per il lavoro svolto e l’impegno profuso a tutti coloro che hanno messo a disposizione il loro tempo nell’assistenza, in particolare a Oreste Magni e Silvio Pastori che, alla «bottega degli orrori» in via Ventimiglia a Milano hanno dispensato partecipazione competente unita a buon umore a tutti coloro che vi si sono avventurati rasentando il muro della gloriosa Stazione di Porta Genova (me compreso).