Cosa succede in un tribunale

La cronaca, al solito intensa di Antonino Salerno su cosa è accaduto ieri al Tribunale di Torino.

L’ennesimo osceno mercato: 7 abitazioni, pagate e abitate da 10 anni dai promissari acquirenti. In nome del popolo italiano. Fra queste la casa dell’amico Francesco Russo. L’aula era zeppa. Come CONAFI hanno partecipato rappresentanze del condominio La Torre, di Via Nizza, del fallimento di Castel’Alfero oltre a Zebelloni, Rubino e molti altri di cui non ricordo il nome o che non ho visto nella concitazione della mattinata. Le istituzioni erano rappresentate dall’assessore all’urbanistica della Provincia Rivalta, la politica dal solo ma combattivo Mario Contu (consigliere regionale di Rifondazione). Per gli speculatori presenti il clima, nonostante i ripetuti interventi del Giudice dott.ssa Prevete, non era dei più favorevoli, la tensione alle stelle. All’inizio ho comunicato ai presenti che i lotti di Mathi Canavese erano occupati da chi la casa l’aveva pagata. Il Giudice mi ha zittito minacciando di farmi uscire dall’aula. Inizia l’asta dei NOSTRI lotti e la società immobiliare concorrente si ritira, a quel punto scoppiano gli applausi, il Giudice minaccia denunce per turbativa d’asta a destra e a manca, ma la gioia è grande e incontenibile. Purtroppo per uno dei lotti c’è uno sciagurato concorrente, un privato deprivato di ogni morale, che se lo aggiudica ai danni di una vedova. Rovinando la festa. Abbiamo promesso a questa donna, cui hanno scippato la casa, che non sarà lasciata sola. È una promessa che dobbiamo mantenere, con l’aiuto di tutti, e sono sicuro che la manterremo. Nessuno dovrà più essere lasciato solo in balia di quel mostro giuridico che è la legge fallimentare italiana. Gli speculatori sono avvisati.

Cosa fare per la signora unica vittima dell’asta? Franco Casarano propone:

1. individuiamo l’acquirente e il suo domincilio e attuiamo un sit-in permanante (tenda, cartelli, sciopero della fame ecc.) davanti a casa sua per invitarlo a rinunciare all’acquisto (si potrebbe studiare se ciò che perderebbe come cauzione versata potesse essergli rimborsato); 2. diamo a questa iniziativa un grande rilievo mediatico (si tratta del caso umano di cui i media sono sempre affamati). Ovviamente la proposta è formulata senza avere idea del contesto in cui l’iniziativa si cala, delle possibilità di realizzazione (localizzazione, forze in campo ecc.). Se tutto ciò fosse attuabile si realizzerebbe una prova di forza che avrebbe un forte impatto di dissuasione anche per i casi futuri. Non sono certo che la spunteremmo nel caso in questione, ma sono certo che in altre occasioni la gente ci penserebbe bene prima di contrapporsi alle nostre iniziative. Pensiamoci.

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